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Cappella dello Spirito Santo

Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli
Cappella Spirito Santo
Donato D’ Orlando da Nardò

 

Il terzo altare della navata sinistra, dedicato alla Discesa dello Spirito Santo, era, anticamente, di patronato di Alessandro e Lorenzo Manca, alla cui famiglia era riservata la sepoltura antistante. Il rogito fu stilato dal notaio Orazio Caniglia l’8 agosto 1594. Successivamente, ulteriori lasciti, doti e beni immobili resero maggiormente ricca la rendita dell’altare. Al centro dell’altare è collocato un dipinto (cm. 260 x 180) del pittore neretino Donato Antonio D’Orlando, raffigura la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli. L’evento è ambientato in un tempio, alla presenza dell’assemblea, raccolta in preghiera. In primo piano, inginocchiato, un apostolo con il capo chino e le mani al petto. A sinistra, leggermente arretrato, San Pietro, accanto alla Vergine, con le mani giunte in preghiera, rivolge lo sguardo alla colomba dello Spirito Santo, raffigurata in una lucente nuvola dorata. L’opera fu commissionata dalla famiglia Papa, che sull’altare, aveva un privilegio, come testimonia un’iscrizione incisa sull’architrave.

Nella nicchia destra dell’altare è collocato un gruppo statuario dei Santi Medici Cosma e Damiano. Sull’arco della nicchia, in una lapide, si legge: SUPER AEGROS MANUS IMPONENT/ ET BENE HABEBUNT (“Sui malati imporranno le mani e staranno bene”. L’opera (cm. 165 x 70 x 60), in cartapesta gessata e dipinta, fu commissionata da Agostino Papa all’artista leccese Salvatore Sacquegna, che la realizzò nel 1914, in sostituzione delle vecchie statue. I Santi, vestiti all’orientale, reggono l’uno il cofanetto degli strumenti medici, l’altro il libro della scienza e la palma, simbolo del martirio. Agostino Papa le fece impreziosire con i simboli e aureole d’argento, fatte eseguire dall’orafo Du Pons, un argentiere parigino, residente a Napoli. La base processionale, in noce intagliato, fu realizzata dall’artista brindisino Greco. La firma sulla base delle statue, presente su quasi tutte le opere modellate dal maestro, è stata cancellata dall’imprudente restauratore.

Nel 1941 il pittore di Trepuzzi Leonardo Perrone, durante il periodo squinzanese (1940 – 1945), in cui affrescò l’interno della Chiesa Santa Maria delle Grazie, dipinse, sulla parete della nicchia posta alla sinistra dell’altare, San Giovanni Bosco. Il Santo è raffigurato con la mano destra benedicente, attorniato da un gruppo di bambini che lo guardano con ammirazione. Uno di essi regge in mano un cappello, in segno di rispetto mentre un altro è intento a baciare la mano sinistra del Santo. Sullo sfondo, è visibile un colonnato d’interno di un tempio.

[ Credits ]

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