Menu Chiudi

Cappella dell’Annunziata con Fonte Battesimale

Cappella dell’Annunziata con Fonte Battesimale

 

Il primo altare che si incontra nella navata sinistra della chiesa è dedicato all’Annunciazione, eretto per devozione del chierico Marsilio Veli. Al centro dell’altare, protetto da una cancellata in ferro battuto, realizzata dall’artigiano locale Pantaleo Andriani, su commissione della concittadina Pasqualina Campa Alari, vedova Miglietta, installata il 18 gennaio 1953, così come risulta da una targhetta in ferro, è collocato un dipinto (olio su tela di cm. 277 x 176), in cui è raffigurata la Vergine in ginocchio mentre accoglie il divino messaggio. L’elegante incedere dell’Arcangelo Gabriele, raffigurato mentre regge nella mano sinistra un candido giglio, è messo in risalto dal gesto della mano destra indicante il Cielo. L’ambiente è reso reale dalla presenza del vaso di fiori, dal cesto di lavoro e dall’inginocchiatoio, abbellito con un drappo merlettato. In alto, al centro, la colomba dello Spirito Santo irradia la scena mentre, intorno, una folta schiera di angeli sembra commentare l’evento. Sullo sfondo, una finestra con le imposte spalancate lascia intravedere alcuni palazzi.

Recenti studi attribuiscono l’opera all’artista gallipolino Gian Domenico Catalano, il quale realizzò moltissime opere in tutto il Salente, dove operò intensamente e continuativamente tra la fine del 1550 e gli inizi del 1600. Sulle pareti laterali dell’altare troviamo due dipinti di forma ovale, entrambi in pessimo stato di conservazione, di autore ignoto. Il primo, a sinistra, (cm. 147 x 103) identifica S. Ubaldo Vescovo, rappresentato con mitra e pastorale. Il Santo ha la mano destra alzata, a rappresentare, forse, l’episodio che lo vide contrapposto al Papa Onorio II, quando questi gli chiese di governare la sua città. Sullo sfondo del quadro è visibile una città, che potrebbe essere proprio la sua Gubbio. Nel dipinto, poco visibile e parzialmente decifrabile, appare questa iscrizione: G = UBALDO / VESC VGVE/ NO GRD (NOS GRATI DEO = Noi Grati a Dio).

Il secondo, nella parete destra (cm. 138 x 98), rappresenta Santa Marina Vergine. La Santa è raffigurata vestita con una lunga tonaca blu, avvolta in un ampio mantello rosso. In piedi, rivolge lo sguardo al drago, simbolo del maligno, che tiene al guinzaglio con la mano destra, mentre con la sinistra stringe la Croce. Sullo sfondo, si intravede un paesaggio.

Secondo la storiografia locale, la collocazione dei due dipinti potrebbe far pensare che Sant’Ubaldo e Santa Marina siano stati, in passato, compatroni della città. Ma se ciò può apparire probabile per S. Ubaldo, per Santa Marina non lo è certamente.

FONTE BATTESIMALE

All’interno della prima cappella, spicca l’elegante Fonte Battesimale, in stile barocco, sormontato da una statuetta di San Giovanni Battista. Il fonte viene menzionato nel verbale della visita pastorale del vescovo Luigi Pappacoda (1940), dove si legge che era situato a destra dell’ingresso della chiesa, vicino alla porta maggiore e che era elegantemente lavorato in pietra. Nel verbale della visita di Mons. Michele Pignatelli (maggio 1693), si legge, tra le altre cose, che l’acqua utilizzata per battezzare i bambini veniva fatta confluire nel Sacrario, situato vicino al fonte. Questo, dalle linee cinquecentesche, attualmente non si trova più presso il fonte. E’ stato sistemato all’interno di un vano sito “e cornu evangelis” dell’altare maggiore, nel quale si trova la scala per salire sul campanile.

Fonte Battesimale Sacrario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[ Credits ]

 

 

 

 

 

Show Buttons
Hide Buttons